ARRIVA A FEBBRAIO LA CLAUSOLA DEL 34 PER CENTO. SVOLTA STORICA PER IL SUD

Il Ministro per la coesione territoriale ha oggi annunciato in un flash di agenzia che entro febbraio il governo darà vita alla clausola del 34 per cento, cioè il minimo che tocca al Sud in base ad una corretta ripartizione territoriale DEMOGRAFICA. Questo sia nella quota di investimenti che in quella di risorse correnti. Da quando siamo andati in crisi, nel 2008, il Sud ha pagato danni pesanti, in  termini di perdite di imprese e di posti di lavoro. Si calcola che questo mancato riconoscimento dei trasferimenti in rapporto alla popolazione abbia prodotto qualcosa come 300 mila disoccupati in più e che, se si fosse messo a regime questa ripartizione, la perdita di PIL complessiva sarebbe stata, per il Sud del 5,4 e non del 10,6 per cento. La proposta di Gentiloni è contenuta nel cosidetto decreto mezzogiorno. Quindi c’è da aspettarsi che i vari piani regionali approvati da Governo e Regioni, e che elencano tutti gli impegni che si sono assunti sul territorio, vadaNO a rimpinguarsi  nei punti giusti, evitando che  in Basilicata si  rafforzino quegli investimenti che fanno bene allo Stato ma a noi lucani fanno malissimo. Quanto poi alla eliminazione di una sconcezza storica, c’è da dire che dagli anni 90, dopo tangentopoli , c’è stata una operazione di drenaggio al Nord di risorse tolte al Sud, in nome della incapacità di spendere, della politica rapace e clientelelare ecc ecc.  Solo che poi si è visto che sul piano etico putroppo dal Nord arrivano pochi esempi. In ogni caso, ci tocca dimostrare al Nord forte, dove informazione, finanza, investimenti privati contribuiscono a mantenere caldo il motore dello sviluppo, che le cose sono cambiate e che siamo capaci di recuperare etica, produttività e correttezza di spesa. Altrimenti, con il clima che sta cambiando e con l’avvento possibile di una destra che vuole tutto nel triangolo d’oro, questo nuovo importante atteso storico provvedimento, passa E VA VIA  come IL profumo di una pizza davanti ad un disperato che muore di fame. r.r.