ART.1 MDP: ACCORPARE I DUE CONSORZI INDUSTRIALI

E adesso che gli schieramenti sono pressocchè definiti, la politica passa a coltivare l’elettorato prossimo, con cose che i cittadini capiscono e che non appartengono al muoversi delle persone ma alla esposizione dei fatti, delle proposte, delle critiche e delle promesse. La nota di oggi di Art.1-MDP  affronta la politica industriale fatta finora in regione e ritiene a) che manchi una  vera spinta alla attrazione industriale, b) che  la incentivazione giovanile abbia una mortalità  altissima e c) che due consorzi industriali sono un non senso . Bisogna ripensare -dicono- il ruolo di Sviluppo basilicata in questa direzione e bisogna puntare su una vera e propria zona franca energetica che sarebbe, la sola, in grado di costituire quel valore aggiunto alla attrattività  del territorio lucano. Ecco la nota firmata da carlo Rutigliano

E’ degno di nota l’impegno che l’Assessore alle attività  produttive, Roberto Cifarelli, ha assunto nei confronti di £Pensiamo Basilicata” per rivedere la missione di Sviluppo Basilicata e la governance dei Consorzi Industriali. Però, a mio parere, prima di scendere nello specifico di questi provvedimenti è fondamentale costruire e condividere una strategia chiara e complessiva di sviluppo industriale. E’ quanto afferma Carlo Rutigliano (Comitato Provinciale Articolo Uno 1 Mdp Basilicata). Perché , ad esempio, la nostra Regione, allo stato attuale, non ha strumenti specifici nè soggetti deputati a fare attrazione degli investimenti, elemento fondamentale di ogni progetto di sviluppo degno di questo nome. Per questo è essenziale mettere rapidamente in campo un sistema articolato di incentivi e vantaggi localizzativi specifici per stimolare, fermo restante tutela e salvaguardia dell’ambiente, la media e grande impresa – la sola capace di garantire occupazione diffusa in poco tempo – ad investire in Basilicata. Proporrei che sia proprio Sviluppo Basilicata – prosegue Rutigliano – ad occuparsi, prima, di individuare le azioni e gli strumenti, e poi, di realizzare le relative strategie di marketing territoriale e promozione (road show, fiere ecc) per invogliare le imprese nazionali e internazionali a scommettere sulla nostra regione. Perché le azioni per promuovere l’autoimpiego e le startup innovative, su cui questa Giunta sta puntando (la media di mortalità di queste sfiora l’80%), da sole non bastano ad arginare il grande bisogno di lavoro dei lucani e la conseguente fuga dei nostri giovani che ormai è un fenomeno di proporzioni impressionanti. Prendiamo, sempre per esempio, le ormai tanto discusse ZES: perchè un imprenditore di fuori regione dovrebbe venire ad investire in Val Basento, cioè¨ in un’area comunque di retro porto rispetto a Taranto (le ZES sono pensate e volute per sostenere principalmente le aree portuali), invece che ubicarsi direttamente nei pressi della città  dei due mari dove troverà  anche ulteriori e specifici vantaggi predisposti dalla Regione Puglia? Perchè, invece, vista anche la vicinanza con il Governo Renzi prima e Gentiloni poi, non si è pensato di insistere per ottenere una Zona Franca Energetica che pure Berlinguer, quando era Assessore Regionale, aveva proposto, o almeno una riduzione della bolletta energetica (utile a stimolare l’arrivo di aziende energivore) per i nuovi investimenti? E poi: possiamo ancora insistere, per attrarre nuove imprese, solo con la storia che in Basilicata non c’è’  la malavita, visto che ormai neanche di oasi d’aria pulita si può più parlare? Sui Consorzi Industriali, invece, prima di tentare di riconfigurare i servizi e le attività  – di cui pure c’è¨ urgente bisogno – ci si deve chiedere: che senso ha, al tempo della spendig review e nella regione dei piccoli numeri, continuare a sopportare i costi di due strutture di governance ( due Presidenti, due direttori, ecc.) per due consorzi gemelli? Le cose da fare sono tante, alcune anche semplici, e vanno fatte con un solo obiettivo: dare ai giovani lucani la possibilità  di soddisfare qui le proprie ambizioni, lavorative e familiari. Sono troppi, purtroppo, quelli che in questa regione stanno smettendo di credere, e una regione da cui scappano le giovani generazioni è una regione senza futuro.

Talenti Lucani