BASILICATA, IL BILANCIO DEMOGRAFICO SI FA DRAMMATICO

 dino rosa

La Basilicata continua a spopolarsi e neppure il saldo sulla popolazione straniera, che pure a livello nazionale in parte compensa gli indici negativi, riporta in positivo il valore. Al primo gennnaio 2016  il saldo è sceso di circa 3000 unità rispetto all’anno precedente xche era di 576.619 residenti. Il trend va avanti da molti anni.. Rispetto al 2014, nel 2015 la popolazione si riduce di 1.772 unità (-3 per mille). Nel biennio precedente, dal 2011 al 2013, mostrava la tendenza demografica peggiore d’Italia, con punte negative nell’area della Val d’Agri. Nel 2015 le cose non vanno meglio. In termini percentuali, i lucani rappresentano lo 0,95% della popolazione italiana, pari a 60.795.612 individui. Oltre la metà della popolazione è costituita da femmine (51%), e la distribuzione provinciale vede primeggiare in maniera evidente Potenza (65% della popolazione residente).

Ad un certo punto viene da chiedersi il motivo di tutto ciò e la risposta che ne consegue è un allarmante monito alle istituzioni locali sulla necessità di un diverso approccio formativo-produttivo da perseguire pur di non assistere, impotenti, ad una sostituzione dei propri giovani promettenti con altri le cui potenzialità ed aspettative  sono di gran lunga meno ambiziose.

Lo spopolamento progressivo dei nostri territori è un fenomeno crescente, che va assunto immediatamente come problema politico generale di governo e di politica pubblica perché provoca sul territorio uno squilibrio che genera effetti devastanti non solo per le aree direttamente interessate, ma per l’intera economia regionale. L’effetto di tale migrazione è evidente soprattutto in relazione al fatto che si drenano risorse sociali ed economiche, si sottrae capitale umano e si impoveriscono prospettive e opportunità delle comunità e dei territori . Gli aspetti che vengono maggiormente colpiti sono l’aspetto socio-culturale, quello economico e quello fisico-geologico.

Quello socio-culturale è in relazione al fatto che il calo demografico provoca la perdita di identità consolidate e di memoria, la disgregazione delle comunità e della propria socialità, la scomparsa dei valori ed un grande senso di smarrimento. Una comunità senza memoria, identità e valori non è più una comunità.

Per quanto riguarda l’aspetto economico, lo spopolamento non consente di avviare quei processi di modernizzazione delle tecniche produttive necessarie a sopravvivere in un mondo globalizzato dove la produttività costituisce l’unico(o quantomeno il più efficace) discrimine per la sopravvivenza di un’azienda (anche quando questa decide di rivolgersi ad un mercato di nicchia).

Per quanto riguarda il terzo aspetto, quello fisico-geologico, l’abbandono del presidio del territorio implica un forte calo di interesse rispetto alla corretta manutenzione del territorio sia da parte dei cittadini rimasti sia da parte delle pubbliche istituzioni. Tutto ciò provoca una conseguente accentuazione dei fenomeni di dissesto idro-geologico. Il riversarsi, poi, della popolazione proveniente dalle aree interne nei centri urbani genera una crescita forzata di questi ultimi ed una forte pressione antropica e ambientale, con effetti di crescente disorganizzazione del governo del territorio.

I dati Istat riportano l’immagine di un territorio lucano, sempre più popolato da una popolazione autoctona che invecchia, giorno dopo giorno, con i giovani che emigrano alla ricerca di opportunità e una quantità sempre maggiore di stranieri che vivono in attesa di andarsene in cerca di prospettive future maggiormente appetibili. Ed anche in presenza di questi “aiuti” la situazione non sembra volgere al sereno. Se proprio decidono di affrontare il viaggio non è certo per fermarsi in un posto “meno peggio” di quello dal quale sono fuggiti. La loro meta, infatti, non è certo l’Italia, a maggior ragione quella meridionale. Sperano infatti di raggiungere parenti o amici nel Nord Europa.

Qui sotto il PDF con tutte le tabelle

PAESE DESERTO

il bilancio demografico in basilicata