LA TECNOLOGIA 5G

Vodafone Italia per Milano, Wind Tre  e Open Fiber per Prato e L’Aquila, Telecom Italia-Fastweb-Huawei Technologies Italia per Bari e Matera. Sono questi i migliori progetti del bando pubblico del 16 marzo relativo alla sperimentazione del 5G in 5 città  come risulta dalla graduatoria della Commissione esaminatrice pubblicata  sul sito del Ministero dello Sviluppo economico.

A seguito della proroga dal 15 maggio al 12 giugno per la presentazione dei progetti, le attività  della Commissione esaminatrice si sono protratte fino alla pausa estiva con la conseguenza che le successive fasi procedurali scatteranno a partire da settembre. Il Mise fissa al 5 settembre il termine per l’individuazione dei progetti ammessi alla fase della procedura negoziata per ognuna delle tre aree; entro il 22 settembre invece si svolgerà  la procedura negoziata e il rilascio dell’autorizzazione provvisoria alla sperimentazione per i progetti definitivi a cura della competente Divisione del Ministero, mentre slitta dal 25 luglio al 19 settembre il termine entro cui il soggetto aggiudicatario dovrà  inviare per Pec “le proposte progettuali definitive”.

E’ questa una nuova tappa del percorso che porterà  l’Italia a dotarsi di una tecnologia per reti mobili di V generazione. Il 5G non è¨ semplicemente una evoluzione del 4G, ma 訠una piattaforma che apre nuove opportunità  di sviluppo. E’ una tecnologia in forte discontinuità  con il passato sia per quanto riguarda la velocità  che il tempo di latenza; ha potenzialità  enormi sul fronte dei servizi che potranno essere sviluppati e sarà  volano di crescita per il nostro sistema produttivo.

 

 

 

 

Si attende – con una certa apprensione, almeno per quanto riguarda l’Italia – di poter sfrecciare a 20 Gigabit al secondo in download e 1 Gigabit in upload (per cella, sia chiaro: come al solito la banda va divisa tra tutti gli utenti connessi al momento). Si legge questo tra le specifiche minime dell’Itu, per il 5G. Non solo: le reti dovranno garantire fino a 1 milione di dispositivi connessi per chilometro quadrato. E quindi non soltanto maggiore velocità , ma anche reti più fitte, più vicine agli utenti, grazie a un proliferare di piccole celle. La mobilità , con il 5G, diventerà  davvero parte della nostra vita, abbattendo le ultime distanze rimaste tra noi e tutto ciò che è¨ connesso a internet. E questo anche grazie alle nuove latenze: quelle massime del 5G sono di 4 millisecondi, secondo l’Itu. E’ˆ il ritardo che c’è nel momento di una prima connessione a un servizio (un sito web, un utente in chat, per esempio). Se è così bassa, smettiamo di percepire un diaframma tra noi e la rete: cominciamo a viverla in continuità  con tutto il resto delle nostre attività . Quella frattura che ai tempi dei modem sfrigolanti era massima e che ora è¨ piccola, ma percepibile, tenderà  insomma a sparire. Teniamo conto che adesso il 4G arriva a 500 Megabit al secondo in Italia.

D’accordo, ma tutto questo come cambierà  la nostra vita?

L’impatto del 5G. Per ora si possono fare solo stime, dato che come al solito la differenza pratica la faranno i servizi – non tutti prevedibili – che saranno abilitati dalle nuove reti. Quanti avrebbero potuto prevedere che il 4G avrebbe permesso il decollo dei video sui social, anche in diretta? Anche la stima dell’impatto economico è ancora preliminare. Secondo Accenture, le nuove tecnologie potrebbero creare fino a 3 milioni di nuovi posti di lavoro solo negli Stati Uniti, contribuendo fino a 500 miliardi di dollari sul PIL americano tra investimenti diretti e indotto, a fronte di un investimento dei provider statunitensi stimato da Accenture intorno ai 275 miliardi di dollari.
Un altro studio presentato in questi giorni al Mobile World Congress di Barcellona, da Ericsson e Arthur D. Little, prevede un giro di affari mondiali di 46 miliardi di dollari nel 2021, per arrivare ai 582 miliardi nel 2026.

Energia e utility. In concreto, Accenture indica un primo scenario di applicazione nell’energia e le utility cittadine (luce, gas, acqua). Velocità  alte e – soprattutto – basse latenze permettono di connettere sensori con grande affidabilità , a questi servizi. E’ la promessa di poter controllare finemente consumi e fabbisogni, riducendo gli sprechi e i blackout. In alcune città  ci sono già  servizi analoghi, basati su reti 4G: a San Diego e Barcellona lampioni intelligenti si attivano solo quando passano persone o veicoli (la connessione è a un sistema centrale di gestione). Ai lampioni “smart”, connessi alla rete, si possono agganciare anche sensori per monitorare l’inquinamento dell’aria.

Trasporti. Il 5G, grazie a sensori stradali e sul trasporto pubblico, consentirà  alle città  di gestire in modo più efficiente il traffico, grazie a informazioni aggiornate in tempo reale. Si farà  in modo migliore e più in grade quanto già  avviene in alcune grandi città  con gli attuali sensori e reti. Ma non solo. I lampioni intelligenti (vedi sopra) sapranno anche se ci sono posti liberi per il parcheggio e daranno questa informazione alle automobili. Le auto connesse, con una intelligenza artificiale per la guida semi-automatica o automatica, potranno fare qualcosa in più, si legge nel rapporto Accenture. Potranno comunicare con le macchine vicine, via 5G, e apprendere se ci sono rallentamenti o incidenti e quindi prepararsi alla frenata (automatica). Oppure, persino, grazie a un sistema coordinato tra tutte le auto, sarà  possibile viaggiare incolonnati con una distanza di sicurezza ridotta al minimo. Questo ridurrà  le congestioni stradali, secondo Accenture, e (grazie all’effetto scia) il consumo di carburante.

Sicurezza pubblica. Il terzo scenario disegnato da Accenture riguarda la sicurezza pubblica. I sensori potranno rilevare un pericolo – da scosse telluriche a spari di pistola – e mettere in moto un sistema di allerta immediato. Grazie alla molta banda disponibile sulla rete, sarà  più facile fare riconoscimento facciale dei sospetti con videocamere distribuite nella città  (uno scenario alla Minority Report, si spera senza l’effetto “grande fratello” descritto dal film). E non solo: il rapporto Ericsson e Arthur D.Little racconta i benefici del 5G per le fabbriche italiane, che potranno diventare più connesse e automatizzate con gli incentivi fiscali previsti da quest’anno dal piano Industry 4.0 del Governo. Accenture invece nota che il 5G potrà  servire per trasmettere in streaming la realtà  virtuale ad alta definizione (che richiede molta banda).

Tutto questo il mondo lo potrà  avere nel 2020. L’Italia, forse, solo nel 2022, per come si stanno definendo gli accordi in sede europea e considerato il quadro di assegnazione delle frequenze alle tvMichele Marrone, Senior Managing Director di Accenture, ha commentato infatti che: “dopo anni di ritardo rispetto alla media europea, negli ultimi tempi lo scenario della banda ultralarga del nostro Paese ha subito un’accelerazione. Nei prossimi 12 – 18 mesi gli sforzi degli operatori dovranno focalizzarsi su un’evoluzione digitale e sostenibile della tecnologia, in modo da non farsi cogliere impreparati dall’arrivo delle prime applicazioni consumer del 5G che il mercato si attende per il 2020, ma che in Italia potrebbero non arrivare prima del 2022”.

 

Twitter @alesslongo