L’agricoltura lucana dopo i due censimenti

 ICONA PDFOra che con il nuovo piano del Feasr , che mette in gioco 600 milioni di Euro nella scommessa per lo svilippo, l’agricoltura lucana si prepara alla nuova fase di programmazione europea,  appare utile riprendere il pregevole lavoro che l’Istat ha fatto nel mettere a confronto i progressi fatti tra i due censimenti generali . Ne è uscito l’Atlante dell’agricoltura italiana, pubblicata nel 2014 e che offre una serie di informazioni sulle quali in gran parte si è  mossa la programmazione regionale  2014/2020.Nel panorama meridionale, la Basilicata presenta potenzialità inespresse inespresse e ritardi clamorosi, ma anche alcuni fermenti interessanti. E’ logicamente diminuito il numero delle aziende , come fenomeno generale legato ad una maggiore attrattività degli altri settori nei confronti dei giovani, ma l’indice tra residenti e Sau ( superficie agricola utilizzata) è ancora i più alti d’Italia .L’azienda agricola lucana  è per il 36,8 per cento condotte da donne, per lo più al di sopra dei 55 anni e che vede solo una minima percentuale di giovanissime. Di queste imprenditrici la gran parte 35,1%) ha la licenza elementare, seguita dal 29% dalla licenza media. La percentuale dei laureati è del 4,9, di cui lo 0,8% in agraria. La basilicata è in testa, percentualmente, per le superfici destinate a produzione biologica. Contro un valore medio nazionale del 2,7 per cento la Basilicata presenta un valore del 6,2% , col Molise all’ultimo posto con lo 0,7% . Sui marchi di qualità DOP e IGP, la Basilicata (2%) è notevolmente indietro rispetto all’Abruzzo (12,5%), alla Puglia (5,2%). L’irrigazione in Basilicata è effettuata in larga parte tramite microirrigazione che è il sistema a maggior tasso di efficienza.  Una buona performance anche delle aziende lucane con impianto di produzione di energia rinnovabile : sono 238 e si alimentano principalmente col solare ( 74%)   apri PDF