QUELLA TERZA CORSIA CHE NON PARTE

Il reato di omicidio stradale va a colpire i comportamenti delle persone che guidano e, giustamente, di quelle persone che con comportamenti scorretti mettono in pericolo la vita di altri utenti della strada. Si arriva ad una pena di 18 anni complessiva per omicidio plurimo legati ad abuso di alcool o droga. Manca un pezzo della legge, che probabilmente non avremo mai: la responsabilità degli enti proposti a progettare, realizzare o migliorare le strade in direzione di una maggiore sicurezza. E’ vero che in alcuni casi rimane la responsabilità oggettiva, ma questa va sempre dimostrata quando si pensa che abbia determinato l’incidente mortale ( vedi il caso del pullman finito sotto un viadotto sulla Avellino- Bari) Quando si guarda allo svincolo di Lagonegro Nord, per gli automobilisti che provengono da Lauria e sono diretti in direzione di sala Consilina, si capisce che è una uscita progettata male perché in naturale estensione della prospettiva del tratto stradale: in altri termini non si ha l’impressione che sia una uscita e solo all’ultimo istante, l’automobilista si accorge che la strada improvvisamente prende una curva a sinistra. Ci sono strade definite “della morte” perché lì non passa anno che non vi si aggiungano croci sul ciglio stradale. La Basentana, nei tratti di Pisticci e Bernalda, lì dove non esiste neanche uno spartitraffico centrale, la Matera Altamura, prima che venisse fatto il raddoppio, la jonica che per fortuna si sta trasformando in un’arteria autostradale. E sopratutto la Potenza Melfi, la strada killer più killer di tutte, che ormai è chiamata la strada delle mille croci. La politica si era posta da tempo l’obiettivo di portarla in sicurezza attraverso l’ampliamento ed ha fatto come con la margherita. E’ partita dall’autostrada Lauria-Foggia, che doveva rappresentare la trasversale Tirreno Adriatico passando appunto per Potenza Melfi, poi si è ridimensionata al raddoppio del tratto Potenza Melfi, adesso è stata derubricata ad un lavoro risistemazione con allargamenti che prevedono in alcuni punti la terza corsia. Un primo lotto è andato in appalto, ma la Dama Nera si è fatta pizzicare, e anche l’appalto è sotto la lente della Giustizia. Insomma non è certo un buon inizio. Eppure tutti sanno che su questa strada si gioca il futuro di gran parte della Basilicata, non solo per via della grande industria automobilistica che ormai ha trovato il suo rilancio a San Nicola di Melfi, ma per quella sinergia che sta crescendo tra la Puglia e la Basilicata attraverso il vulture ed radano e che potrebbe diventare un sistemna territoriale produttivo alquanto importante. La domanda è: c’è la consapevolezza di quello che la potenza Melfi rappresenta?. C’è la capacità di rappresentare una priorità regionale in un  contesto meridionale, oppure dobbiamo contare sempre per quei 500 mila abitanti che sono pochi, che sono una minoranza e che tra poco saranno una riserva indiana?potenza melfi