“Resto al Sud” : Il business plan elemento di forza per gli incentivi

Nei giorni scorsi,  mi sono soffermato sulla natura e sulle caratteristiche del recente provvedimento nazionale di incentivazione alla creazione di imprese giovanili, denominato “Resto al Sud”, le cui domande sono presentabili,  solamente “on line” ad “Invitalia”, Organismo Pubblico incaricato si selezionare le  varie proposte.

Ho ricordato gli i requisiti e gli aspetti del procedimento di valutazione, incentrato su una particolare griglia di merito già precostituita, a cui i giovani, di età non superiore a 35 anni,  dovranno riferirsi per un esito positivo della proposta presentata; è anche emersa l’importanza di avere, non tanto una buona idea di “business”, quanto una coerente composizione di elementi vincenti: requisiti professionali, aspetti produttivi e tecnologici, caratteristiche e potenzialità di mercato, strategia commerciali, qualità organizzativa ed equilibri finanziari.

A tale fine il “business plane” è lo strumento idoneo per fornire una rappresentazione sistemica dei tali aspetti, attraverso cui misurare e simulare la dinamica degli andamenti aziendali proiettata nel medio-lungo periodo.

Sul piano pratico il “ business plane” è un documento che serve a riepilogare il progetto imprenditoriale, le sue strategie, i suoi obiettivi e la pianificazione patrimoniale, economica e finanziaria, ma il tutto va armonizzato con i criteri posti alla base della procedura di selezione del Decreto 274/2017, vale a dire:

  • presentare l’ idea “prodotto” o “servizio” e le capacità e competenze del potenziale imprenditore ;
  • descrivere e dare una coerente valutazione tecnico- produttiva al progetto;
  • soffermarsi sulle caratteristiche del mercato e valutare la coerente connessa azione commerciale;
  • redigere accurate analisi e simulazioni economiche e finanziarie.A volte i tempi, difficoltà, i costi da sostenere per la redazione della proposta di creazione di impresa, frenano l’entusiasmo iniziale con il conseguente allontanamento ad attivarsi rapidamente, ovvero determinano rapide rinunce.In linea generale, tuttavia, questa fase, ancorché affidata ad esperti, consulenti e commercialisti, deve essere vissuta con un’ampia partecipazione ed un forte entusiasmo dagli stessi imprenditori potenziali, vero fulcro della iniziativa.L’affidabilità e attendibilità di un piano d’impresa, particolarmente premiati nella griglia del Decreto,  vanno perseguiti e riscontarti già in corso d’opera nella fase della redazione del progetto; inoltre, la partecipazione integrata dei diversi livelli motivazionali e professionali del processo favorisce la migliore focalizzazione dell’idea, la migliore qualità della proposta e la più efficace,  rapida procedura istruttoria. Fonte: https://www.talentilucani.it/imprese-giovanili-semina-difficile-promettente-2/ Di NICOLA BUX
  • Occorrono quindi coraggio ed intrapresa già nel predisporre e sostenere la domanda e il progetto di impresa.
  • Infatti, tocca a loro cimentarsi, preferibilmente da soli, sulla raccolta e sulla prima analisi dei dati e degli elementi alla base del progetto: scenario normativo di riferimento, preventivi di attrezzature e materiali, informazioni su prezzi e concorrenti, strutture ed organismi di sostegno, analisi e studio del web e dei motori di ricerca.
  • Ovviamente dipende molto dall’idea imprenditoriale e dalle caratteristiche dei proponenti, in quanto siamo di fronte ad un provvedimento legislativo e ad una vera e propria “sfida” che dovrebbe, in linea teorica, riguardare prevalentemente giovani con un profilo molto acculturato, in possesso di studi e lauree che stimolino lo spirito imprenditoriale, permettendo di superare ostacoli e redigere facilmente un piano di impresa.
  • Tuttavia l’atteggiamento dei giovani alle prese con provvedimenti  di incentivazione,  che impongono la redazione di documenti complessi come un business plane, non è sempre favorevole o immediato.

Articolo tratto da Talenti lucani a firma di Nicola Bux