società dell’informazione

Negli ultimi tre decenni si è registrata una rapida innovazione nella tecnologia dell’informazione. La telefonia mobile, Internet e i sistemi di trasmissione digitale ad alta velocità hanno rivoluzionato gran parte del mondo che ci circonda. Come sancito dal trattato sul funzionamento dell’Unione europea (articoli 179 e 180), l’Unione europea (UE) intende promuovere lo sviluppo e la diffusione di queste nuove tecnologie, introducendo una serie di norme per garantire che, i consumatori e le imprese, abbiano un accesso equo e a prezzi abbordabili alle reti e ai servizi, nonché per rimuovere gli ostacoli alla concorrenza.

L’Agenda digitale europea – una delle iniziative faro di Europa 2020, strategia dell’UE per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva – mira a ottimizzare i vantaggi offerti dalle tecnologie digitali. (fonte: http://eur-lex.europa.eu)

 

 

La profonda trasformazione sociale conseguita al processo dì globalizzazione in atto e alla diffusione delle reti digitali è stata da più parti messa in rapporto con lo sviluppo delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione in rete. Esse infatti sono un medium straordinario di accelerazione del rapido evolversi della conoscenza e dell’innovazione ad essa conseguente, tanto da consentire di qualificare la società dell’informazione anche come una società della conoscenza e della comunicazione. Accanto ai dati su stock e scambio di grandezze economiche classiche crescono di importanza i dati su stock e flussi di scambio di informazioni e saperi, valori sempre più centrali nei processi produttivi, culturali e politici. Non vanno poi sottovalutate né l’importanza crescente dei modelli reticolari di organizzazione in tutti gli ambiti sociali che richiede l’approfondimento dei caratteri dei singoli nodi e delle loro reciproche relazioni, né i differenti modelli di società nazionali che danno luogo ad un diverso sviluppo della società dell’informazione.

Proprio in relazione alla precedente modificazione del processo di comunicazione che, ormai, avviene prevalentemente in maniera digitale, è necessario analizzare una serie di indicatori che facciano luce su come, questa innovazione, risulti assorbita nei contesti sociali analizzati. Vedendo dai dati Istat ricaviamo:

 

 

 

 

 

 

Ind. 469 Grado di utilizzo dell’e-procurement nella PA
Percentuale di bandi di gara sopra soglia con presentazione elettronica dell’offerta sul totale di bandi di gara sopra soglia
2015
Lazio 30,5
Abruzzo 40,9
Molise 24,0
Campania 25,3
Puglia 10,0
Basilicata 20,4
Calabria 39,1
Nord 37,6
Centro 26,9
Mezzogiorno 22,4
Italia 29,9

 

La precedente tabella evidenzia come la presentazione di bandi di gara in maniera elettronica sia, ancora, una percentuale piuttosto bassa e che colloca, il territorio lucano, in una posizione migliore, solo, della Puglia.

 

 

 

Ind. 062 Grado di diffusione di Internet nelle famiglie
Famiglie che dichiarano di possedere l’accesso a Internet sul totale delle famiglie (percentuale)
           2014            2015            2016
Lazio 65,7 69,4 73,0
Abruzzo 63,4 64,3 70,0
Molise 57,6 61,2 63,2
Campania 58,3 64,0 64,4
Puglia 58,4 59,8 62,5
Basilicata 54,2 58,9 62,6
Calabria 54,7 58,1 59,4
Nord 67,6 68,5 71,8
Centro 66,1 68,1 72,0
Mezzogiorno 58,3 61,7 63,6
Italia 64,3 66,2 69,2

 

 

Dal 2003, il numero di abbonati a connessioni Internet fisse a banda larga è in aumento. Alla fine del 2016 si registravano 50,1 accessi a banda larga ogni 100 abitanti, per un totale di 4‘198‘150′ abbonati, contro solo 10,6 alla fine del 2003. Attualmente la Svizzera occupa dunque una posizione di punta nel confronto OCSE per quanto riguarda le connessioni fisse a banda larga: nel dicembre 2016 era, infatti, al primo posto tra i Paesi membri dell’OCSE, davanti alla Danimarca. Limitando l’osservazione alle connessioni in fibra ottica, la Svizzera è invece leggermente sotto la media dell’OCSE. Ciò può essere spiegato con l’elevata diffusione, sul territorio svizzero, delle connessioni a banda larga basate su altre tecnologie (cavo e DSL). Ad occupare i primi posti nella classifica dei Paesi con connessioni in fibra ottica sono attualmente il Giappone e la Corea.

Nel 2016, 18,5 abbonati ogni 100 abitanti possedevano una connessione a banda larga con una velocità compresa tra 25 e 100 megabit al secondo (Mbps) e altrettanti abbonati ogni 100 abitanti avevano una connessione che superava 100 Mbps.

Nel 2017 il 93% delle economie domestiche svizzere disponeva di una connessione Internet. La Svizzera si collocava quindi al di sopra della media dei Paesi dell’UE-28 (2016: 85%).

L’uso di Internet varia in funzione del livello di formazione. All’inizio del 2017 utilizzava Internet più volte alla settimana il 97% delle persone in possesso di un diploma di grado terziario (scuole universitarie) contro l’85% delle persone con un diploma di grado secondario II e il 68% delle persone che non sono andate oltre la scuola dell’obbligo.( fonte: www.bfs.admin.ch)

Ind. 064 Grado di utilizzo di Internet nelle famiglie negli ultimi 3 mesi
Percentuale di persone di 6 anni e più che dichiarano di aver utilizzato Internet negli ultimi 3 mesi sul totale delle persone di 6 anni e più
Lazio 59,5 60,1 66,0
Abruzzo 50,9 57,4 61,1
Molise 51,5 50,3 58,2
Campania 47,5 51,3 53,4
Puglia 45,9 50,1 53,5
Basilicata 45,7 50,9 56,4
Calabria 46,2 48,3 51,4
Nord 59,6 62,8 65,6
Centro 58,2 59,6 64,5
Mezzogiorno 48,4 51,2 53,8
Italia 55,5 58,1 61,3

 

 

 

 

 

Ind. 065 Grado di diffusione del personal computer nelle imprese con più di dieci addetti
Imprese (con più di dieci addetti) dei settori industria e servizi che dispongono di personal computer (percentuale)
2014 2015 2016
Lazio 93,0 97,7 99,9
Abruzzo 99,9 96,9 100,0
Molise 98,6 94,1 97,9
Campania 98,5 97,2 99,6
Puglia 98,8 95,3 97,4
Basilicata 99,4 98,7 100,0
Calabria 95,4 98,5 99,3
Nord 99,0 98,7 99,2
Centro 96,5 98,2 99,2
Mezzogiorno 98,6 97,4 99,1
Italia 98,4 98,3 99,2

 

 

Italia compie passi avanti costanti sull’utilizzo del Web. Tanto che, tra le imprese, quelle connesse a Internet sono ormai il 92,4%, in media con il resto dell’Ue, mentre l’online si fa largo anche tra i più piccoli. Sono infatti i bambini di sei anni a emergere come utilizzatori costanti di Internet, mentre poco meno di sette famiglie su dieci si connettono tramite la banda larga. Sono i dati sull’Italia digitale pubblicati dal’Istat nella nona edizione di “Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo“.

Nel 2016, rileva l’Istituto di Statistica, il 92,4% delle imprese italiane con almeno 10 addetti si connette a Internet tramite la banda larga, valore in ogni caso ancora distante da quello dei paesi europei di testa, come Slovenia e Danimarca (99 e 98%). A livello regionale le imprese attive nelle Marche e in Calabria sono in maggiore ritardo rispetto alla media, quelle del Nord-est in vantaggio.

Nel 2016 il 63,2% della popolazione italiana, di 6 anni e più, utilizza il web e il 44,6% si connette quotidianamente. La totalità delle regioni del Centro-Nord, prosegue l’Istat, ha livelli di uso del web superiori al valore nazionale, nel Mezzogiorno la quota scende invece al 55,8%.

L’Italia occupa la terzultima posizione nella graduatoria europea degli utenti (76% la media Ue nel 2015), solo Bulgaria e Romania registrano una quota più contenuta. L’Istituto inoltre registra che poco meno di sette famiglie su dieci nel 2016 si connettono tramite la banda larga; il Mezzogiorno, e in particolare la Calabria (58,8%), si trovano in posizione svantaggiata. Nel confronto europeo, la quota di famiglie italiane è inferiore alla media (80% nel 2015), mentre i valori più elevati si registrano nel nord Europa.(fonte: www.corrierecomunicazioni.it)