TASSO DI DISOCCUPPAZIONE, ULTIMI DATI

Il 2017, nel complesso, si caratterizza per un nuovo aumento dell’occupazione – sia nei valori assoluti sia nel tasso – che coinvolge anche i giovani di 15-34 anni. Inoltre, al forte calo dei disoccupati si associa la diminuzione del numero di inattivi.

Dal punto di vista congiunturale, le dinamiche del mercato del lavoro si manifestano all’interno di un quadro macroeconomico espansivo: nel quarto trimestre del 2017 l’economia italiana ha registrato una crescita del PIL dello 0,3% in termini congiunturali e dell’1,6% su base annua. Nel complesso, l’economia dei paesi dell’area Euro è cresciuta dello 0,6% rispetto al trimestre precedente e del 2,7% nel confronto con lo stesso trimestre del 2016. La crescita, rilevante per l’industria in senso stretto e per le costruzioni, è associata ad una ulteriore espansione dell’input di lavoro: le ore lavorate aumentano dello 0,2% sul trimestre precedente e dell’1,6% su base annua, nel contesto di una lieve crescita della produttività del lavoro in termini congiunturali.

Il tasso di occupazione fino al 2016 è stato:

Ind. 013 Tasso di occupazione (totale) (a) (b) (c)
Persone occupate in età 15-64 anni sulla popolazione nella corrispondente classe di età (percentuale)
2014 2015 2016
Abruzzo 53,9 54,5 55,7
Molise 48,5 49,4 51,9
Campania 39,2 39,6 41,2
Puglia 42,1 43,3 44,3
Basilicata 47,2 49,2 50,3
Calabria 39,3 38,9 39,6
Nord 64,3 64,8 65,9
Centro 60,9 61,4 62,0
Mezzogiorno 41,8 42,5 43,4
Italia 55,7 56,3 57,2

 

Ind. 017 Tasso di disoccupazione di lunga durata (a) (b) (c)
Quota di persone in cerca di occupazione da oltre 12 mesi sulle forze di lavoro (percentuale)
2014 2015 2016
Abruzzo 7,5 7,7 6,9
Molise 10,2 9,9 8,3
Campania 15,3 13,9 14,3
Puglia 13,9 12,3 12,3
Basilicata 9,6 9,0 8,2
Calabria 15,9 15,4 15,0
Nord 4,7 4,2 3,8
Centro 6,6 5,6 5,5
Mezzogiorno 14,0 12,8 12,9
Italia 7,8 7,0 6,8

 

 

 

 

Dal lato dell’offerta di lavoro, nel quarto trimestre del 2017 l’occupazione presenta una lieve crescita congiunturale (+12 mila, 0,1%), dovuta all’ulteriore aumento dei dipendenti a termine (+57 mila, +2,0%) a fronte del calo di quelli a tempo indeterminato (-25 mila, -0,2%) e degli indipendenti (-20 mila, -0,4%). Il tasso di occupazione cresce di 0,1 punti rispetto al trimestre precedente arrivando al 58,1%. I dati mensili più recenti (gennaio 2018) presentano, al netto della stagionalità, un lieve aumento del numero di occupati rispetto a dicembre 2017.

Il tasso di disoccupazione fino a dicembre 2016 è stato:

Ind. 183 Tasso di disoccupazione di lunga durata (maschi) (a) (b) (c)
Quota di persone in cerca di occupazione da oltre 12 mesi sul totale delle forze lavoro (percentuale)
2014 2015 2016
Abruzzo 6,5 6,5 5,3
Molise 10,2 9,3 7,7
Campania 13,5 12,5 12,8
Puglia 12,2 11,2 10,7
Basilicata 8,9 8,3 6,9
Calabria 14,8 15,1 13,9
Nord 4,1 3,9 3,3
Centro 5,9 5,3 5,2
Mezzogiorno 12,6 11,9 11,6
Italia 7,2 6,7 6,3

 

 

 

Ind. 184 Tasso di disoccupazione di lunga durata (femmine) (a) (b) (c)
Quota di persone in cerca di occupazione da oltre 12 mesi sul totale delle forze lavoro (percentuale)
2014 2015 2016
Abruzzo 8,9 9,4 9,1
Molise 10,2 10,7 9,2
Campania 18,4 16,3 16,9
Puglia 17,0 14,1 14,9
Basilicata 10,8 10,2 10,1
Calabria 17,7 15,9 16,9
Nord 5,4 4,7 4,4
Centro 7,5 6,1 5,9
Mezzogiorno 16,2 14,3 14,9
Italia 8,7 7,5 7,5

 

 

 

La dinamica tendenziale mostra una crescita di 279 mila occupati (+1,2% in un anno) circoscritta ai dipendenti (+2,2%), in circa nove casi su dieci a termine, a fronte di un nuovo calo degli indipendenti (-1,9%). Per il tredicesimo trimestre consecutivo aumentano gli occupati a tempo pieno mentre, dopo una crescita ininterrotta dal 2010, il tempo parziale diminuisce. Sulla base dei dati di flusso, a distanza di dodici mesi, si stima un aumento delle trasformazioni da tempo parziale a tempo pieno, soprattutto per quanti svolgevano un part time involontario. Nel quarto trimestre 2017 prosegue la crescita dell’occupazione e del relativo tasso per i giovani di 15-34 anni. L’aumento dell’occupazione, diffuso per genere e ripartizione, è più intenso per le donne e nel Mezzogiorno.

Il tasso di disoccupazione diminuisce sia rispetto al trimestre precedente sia in confronto a un anno prima mentre quello di inattività, in calo rispetto a un anno prima, mostra un lieve aumento rispetto al trimestre precedente. Nei dati di gennaio 2018, in termini congiunturali, all’aumento del tasso di disoccupazione si associa la riduzione di quello di inattività.

Il tasso di inattività È il rapporto tra le persone che non fanno parte delle forze lavoro (non occupati e che non cercano occupazione) e la corrispondente popolazione di riferimento. Sono suddivise in base alle situazioni (tipologia di inattività) e al motivo per il quale non cercano il lavoro. Nella classe di età 15-64 anni, il gruppo più numeroso è quello delle persone che non cercano lavoro e non sono disponibili a lavorare. Di questo gruppo fa parte anche chi è già in pensione che, tra i motivi della mancata ricerca è il primo seguito dalle ragioni di studio o formazione. In forte crescita (+25%) coloro non cercano lavoro perché in attesa di una risposta ad una ricerca precedente.( fonte www. Il sole 24 ore. It).

Nel confronto tendenziale, per il terzo trimestre consecutivo prosegue la diminuzione dei disoccupati (-247 mila in un anno) che interessa entrambi i generi ed è particolarmente accentuata per i giovani. La riduzione, a ritmi meno intensi, degli inattivi di 15-64 anni (-118 mila in un anno) è dovuta esclusivamente a quanti vogliono lavorare (le forze di lavoro potenziali).

Nei dati di flusso aumentano gli ingressi nell’occupazione, esclusivamente verso i dipendenti a termine; l’incremento coinvolge i giovani, le donne e soprattutto i residenti nel Mezzogiorno e gli individui con elevato livello di istruzione. Crescono anche le transizioni dallo stato di inattività verso la disoccupazione, soprattutto per le forze di lavoro potenziali.

Dal lato delle imprese si confermano i segnali di crescita congiunturale della domanda di lavoro, con un aumento delle posizioni lavorative dipendenti dello 0,5% sul trimestre precedente e del 3,0% su base annua, sintesi della crescita sia dell’industria sia dei servizi. Del medesimo segno sono le variazioni delle ore lavorate per dipendente, che crescono rispetto al trimestre precedente (+0,5%) e su base annua (+0,8%), mentre continua la flessione del ricorso alla cassa integrazione. Il tasso dei posti vacanti, pur rimanendo stabile rispetto al trimestre precedente, aumenta di 0,2 punti percentuali su base annua. Le retribuzioni rimangono stabili rispetto al trimestre precedente e mostrano una lieve crescita su base annua (+0,1%). Gli oneri sociali aumentano dello 0,1% su base congiunturale e dello 0,9% su base annua. Quale loro sintesi, il costo del lavoro cresce dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dello 0,3% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.(fonte: www.istat.it)

La quota di dipendenti a termine si ottiene dal rapporto percentuale tra i dipendenti a tempo determinato e il totale dei dipendenti. Per consentire la comparabilità con i dati internazionali non sono considerati i collaboratori (ad esempio coordinati e continuativi, a progetto) che presentano caratteristiche simili ai dipendenti a termine, ma sono conteggiati tra i lavoratori autonomi.

fonte: www.istat.it