UN PATRIMONIO INDUSTRIALE IMMENSO, PACCHIA DEI LIQUIDATORI

E’ un momento interessante: 8000 ettari di terreno incolto e non utilizzato vengono proposti ai giovani per riutilizzo nel mercato agrosilvoalimentare.1600 si trovano in Basilicata, parte di proprietà dell’ex Alsia, parte di nuova catalogazione demaniale.

Si tratta di un provvedimento importante che può portare ad un qualche forma di reddito e di occupazione, e battere, con esempi positivi, il pensiero debole della lamentazione, sostenuta dalla sindrome tipicamente meridionale del “non si può fare”, detto ancora prima di conoscere l’idea.

Invece si puo’, si dovrebbe fare, mettendo gente ad affrontare i problemi da un’ottica nuova che è quella di trovare soluzioni concrete, fattibili ai singoli problemi, senza aspettare l’input della politica ma offrendo ad essa input nuovi che derivano da intelligenti soluzioni tecniche, da un alvoro preparatorio serio e rigoroso, dallo sforzo di fare l’interesse pubblico valorizzando le risorse finanziarie po fisiche messe a disposizione di ciascun dirigente. Un lavoro che alla fine rende più meritevole l’Istituzione e più credibile chi la dirige, evitando che la politica si espanda nei campi del qualunquismo o del populismo. ma si confronti dentro il recinto delle cose che la gente comune capisce e valuta.

Esiste un patrimonio pubblico in Basilicata,quello della Regione stimato nel 2006  di circa 200 milioni in attesa di essere allocato in un fondo da gestire. Il patrimonio sarà stato pure censito ma il fondo non è stato mai realizzato. Alcuni esempi: la ex Centrale del latte di Potenza, con quelle numerose e costose attrezzature in puro acciaio inox, mai vendute e facile preda di ladri di metallo pregiato. Il terreno, e la struttura , di grande interesse in un momento in cui l’area industriale è presa di mira dalla grande distribuzione e dal commercio in genere, stanno lì , abbandonati, in attesa che se ne decida il riutilizzo. o il riutilizzo. E ancora: l’ex Pamafi di Maratea con decine e decine di ettari a Castrocucco , serre ridotte a discarica, una gestione che sembra voler assicurare solo lunga vita retiributiva a ben tre liquidatori. E si sa che quando un liquidatore mette le mani su qualcosa, il più delle volte non se ne vuole staccare, tanto l’affetto e la passione che ci mette. Sempre a Maratea c’è l’ex Collegio di Fiumicello, ancora in attesa di una  valutazione patrimoniale dell”ufficio provveditorato: E poi l’ ex salumificio di Tricarico uscito dalla curatela fallinentare e in attesa di riutilizzo. Ecco alcuni esempi del patrimonio della Regione a cui sommare altri casi come terre ,appartamenti e strutture.

Adesso passiamo alla Amministrazione provinciale di Potenza: l’ex Brefotrofio con il grande parco nel rione Lucania di Potenza,  semi deserto e in attesa di aste al ribasso.

Lo Stato poi : la ristrutturazione dell’ex Archivio di Stato di Potenza è tornata alla fase di verifica della stabilita’ statica ad appalto avvenuto e lavori fatti . Una cosa folle!

I Comuni: enorme e’ il patrimonio di strutture, case e terreni.  Le stime sono difficile da fare per la mancanza di mappatura. Solo nel capoluogo  contiamo l’ex Onmi, l’ex casa dello studente ecc.

Infine c’e’ il capitolo delle gestioni fallimentari dell’ex Consorzio Agrario con decine e decine di proprieta’ a partire dalla sede di viale del Basento per continuare nei comuni. La curatela rende quando è lunga  mentre il  patrimonio nel tempo si degrada e perde valore e gli  ex dipendenti non vengono pagati, come accade nei fallimenti delle aziende allocate e fallite nelle arie industriali dove le procedure sono in corso da trent’anni con la piena soddisfazione dei ladri di rame, macchinari e impiantistica.

Tre esempi: la Sinoro , l’ex Sorrentino di Tito e la Felandina di Bernalda : l”ultima ha un tesoretto di oltre 20 milioni di euro presso il Ministero dello sviluppo che nessuno richiede per il riutilizzo.

L’altro giorno,  la Cassazione ha deliberato, dopo trent’anni di cause, che i faccendieri della Interfido di Baragiano dovrebbero restituire 12 milioni di maltolto. Tocca alla Corte di Appello di Potenza decidere. Ecco, se ci potesse essere un pò di velocità in queste cose, le cose andrebbero meglio per tutti.

In conclusione, pur stimando al ribasso, siamo di fronte a circa 400 milioni di valore del patrimonio indicato, che corrispondono alla posta finanziaria di 8 zone speciali.

Questo patrimonio lo lasciamo abbandonato e inutilizzato oppure lo valorizziamo: Cosa dicono i dirigenti dei Dipartimento, a partire da quello della programmazione ? Perchè non affrontare con strumenti speciali una situazione che può cambiare il volto dell’Amminisrazione pubblica

Il Lavoro, come si diceva durante la vertenza Basilicata, non cade dal cielo, si crea. Ecco, si crea! non lo si aspetta.

Di Pietro Simonetti