Un’industria 4.0 ha sempre più bisogno di una PA 4.0. SEI REGIONI PROPONGONO UN GRANDE PIANO PER LE ASSUNZIONI NELLE P.A DEL SUD

Il rilancio della pubblica amministrazione nel mezzogiorno e la conseguente necessità di trovare strumenti straordinari per incentivare il lavoro pubblico sono i contenuti di un documento firmato a Napoli dai presidenti delle regioni meridionali BASILICATA, CALABRIA, CAMPANIA, MOLISE, PUGLIA E SICILIA . Una operazione di miglioramento della risposta amministrativa è possibile solo con un potenziamento vero degli organici che soffrono da troppo tempo della mancanza di assunzioni per via dei vari patti di stabilità. Velocizzare la risposta pubblica significa mettere in atto strumenti efficaci per introdurre personale qualificato e professionalizzato.

Ecco il testo del documento:

Il sistema pubblico, inteso come l’insieme degli enti pubblici che esercitano funzioni pubbliche e che erogano servizi pubblici, deve diventare un elemento essenziale della capacità produttiva del nostro Paese e del mezzogiorno in particolare. Dalla qualità dell’azione posta in essere dalla PA dipende l’accessibilità ai diritti fondamentali ed ai beni comuni. Non esiste quindi diritto di cittadinanza senza una PA che sappia far diventare esigibili i diritti costituzionalmente garantiti. All’interno dell’organizzazione pubblica, il capitale umano rappresenta il fattore centrale a cui è affidato il compito di trasformare in comportamenti i  contenuti delle regole e degli atti che sono alla base di un ordinamento giuridico.
Per troppi anni il nostro Paese ha sottovalutato il peso della PA nella vita delle persone ed il peso del personale pubblico nella capacità di risposta della PA ai bisogni dei cittadini.
Il blocco del turn over, il blocco degli aumenti salariali, il blocco delle carriere interne sono state delle decisioni che hanno penalizzato fortemente la capacità del sistema pubblico di produrre beni e servizi e di svolgere i compiti che la legge assegna a ciascuno dei livelli di governo del Paese. Oggi i dipendenti pubblici che operano in tutti i settori della PA sono fortemente diminuiti ed il loro numero è minore di quello dei Paesi più avanzati: 20,5 ogni 100  abitanti, rispetto ai 35,8 della Francia ed il 29,9 della media UE.
Essi hanno un’età media di oltre 50 anni, che va oltre i 52 per le regioni ed i comuni del mezzogiorno, sono poco aggiornati e non all’altezza della sfida tecnologica che le innovazioni producono nel settore privato. Un’industria 4.0 ha sempre più bisogno di una PA 4.0, senza la quale gli ingranaggi del motore della produttività non andranno mai alla velocità desiderata. Queste caratteristiche sono ancora più evidenti nelle regioni del mezzogiorno dove c’è più bisogno di qualità perché maggiore è il peso che la spesa pubblica ha sul prodotto interno lordo. Se un ente pubblico ha un valore importante in quelle regioni in cui la ricchezza privata prodotta è sopra la media, nelle regioni in cui si è sotto la media il valore dell’azione pubblica è fondamentale. Sappiamo che il lavoro lo creano le imprese, i grandi investimenti produttivi. Ma è tale la dimensione della disoccupazione giovanile al Sud, che occorre intervenire su tutti i piani, e in tempi rapidi. Occorre allora investire per rinnovare la capacità della PA del mezzogiorno di dare risposte e occorre investire nel lavoro pubblico per formare il personale in servizio e per portare dentro la pubblica amministrazioni forze vive, a cominciare dai tanti diplomati e laureati che rimangono per anni senza una prospettiva, e che, in migliaia, si vedono costretti ad emigrare.
Con la firma di oggi le regioni condividono al necessità di dar vita ad un grande piano per il lavoro pubblico che parta dalla rilevazione dei fabbisogni di tutte le amministrazioni pubbliche, che accompagni le amministrazioni nella individuazione dei migliori profili professionali da assumere e che infine selezioni attraverso concorsi omogenei e procedure trasparenti, le migliori risorse umane. Nei prossimi 5 anni nel nostro Paese andranno in pensione circa 450 mila persone. Occorre accelerare fortemente i tempi di reintegro. Anche per il Sud è una grande occasione per abbassare l’età media dei lavoratori, aumentare il numero dei laureati, far diminuire il numero dei giovani che vanno all’estero dopo la scuola secondaria o dopo la laurea, testare la capacità in concreto delle persone selezionate, aumentare l’utilizzo delle nuove tecnologie. Tutti obiettivi che le 6 Regioni firmatarie del presente Memorandum condividono e che possono perseguire senza costi ulteriori per bilancio pubblico perché tutte le assunzioni verranno effettuate rispettando i vincoli di finanza pubblica oggi vigenti. La PA deve tornare ad essere un pezzo fondamentale del motore dello sviluppo del Mezzogiorno. Il compito delle Regioni è fare in modo che vi siano le procedure e le risorse necessarie per poter realizzare questo obiettivo, portando lavoro per i giovani e qualità nei servizi per i cittadini e le imprese.