OGNI ZES UN PIANO STRATEGICO. LA BASILICATA FARA’ IL SUO

Regioni e Ministro della Coesione territoriale hanno trovato l’accordo sull’iter da seguire per le istituzioni delle ZES, le zone economiche speciali, e sul modo di gestire gli investimenti e l’allocazione industriale. Il DPCM adesso è pronto per il visto del consiglio di stato che darà  l’ avvio all’operazione. “Soddisfatto” il ministro per il semaforo verde della Conferenza Unificata .
Ringrazio” dice il Ministro al termine della riunione “ Regioni, Comuni e Province per il lavoro costruttivo fatto insieme e per gli utili suggerimenti di correzione e miglioramento del testo che hanno formulato. Dopo questo prezioso contributo, l’iter del provvedimento potrà  essere completato e quindi le Regioni saranno nelle condizioni di avanzare le loro proposte”.
Le Zone Economiche Speciali vanno intese “come aree geograficamente limitate e chiaramente identificate, nelle quali le imprese potranno beneficiare di speciali condizioni per gli investimenti e per lo sviluppo territoriale (credito d’imposta per investimenti fino a 50 milioni di euro e semplificazioni amministrative per favorire gli investimenti). Potranno così ricoprire un ruolo centrale nel processo di ripresa delle economie del Mezzogiorno, attraverso un rafforzamento della rete portuale presente nelle regioni meridionali”.
Sulla base delle esperienze internazionali e nazionali, ” sono state previste misure incentivanti per investimenti strategici in grado di attrarre grandi imprese nazionali e multinazionali nelle aree portuali e retro-portuali del Mezzogiorno, aumentare il livello di occupazione, incrementare l’attrattività  nelle regioni interessate, creare nuovi modelli di produzione e diversificazione economica”. Al fine di attuare le misure per lo sviluppo industriale, ogni singola proposta di ZES avrà  un proprio Piano Strategico per consentire alle imprese già  esistenti ed alle nuove che si insedieranno, l’avvio del programma di investimenti. Le proposte, in base a quanto prevede il DPCM, potranno essere formulate dalle Regioni interessate dal provvedimento: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.